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Costruzione ed avvio di una vasca med (estate 2009)

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LA MIA NUOVA VASCA MED

 (estate 2009)

foto 1

 Vi racconto passo per passo la costruzione e l’avvio della mia nuova vasca.

Intanto i vetri: dopo qualche tentennamento tra extrachiaro o linea azzurra, ho optato per il classico vecchio float , ovviamente con molatura a filo lucido: 12 mm di spessore per i vetri laterali, 15 mm per il fondo (tanto per stare un po’ più tranquilli).

Le misure dei vetri: base da 800x800, laterali 2 da 800x660 e due da 830x660 (su uno di questi, un foro da 42 mm per lo scarico), in modo da lasciare uno spazio di tre mm di silicone tra una lastra e l’altra.

foto 2Mi sono procurato morsetti angolari, nastro adesivo di carta, e abbondante silicone down corning 881 (5 cartucce), oltre naturalmente a tutta la raccorderia in pvc ed al tangit.

Con un po’ d’emozione, quando ho avuto a disposizione tutto l’occorrente ho cominciato l’assemblaggio vero e proprio (l’ho fatto da solo: in due sarebbe stato più semplice, ma anche così me la sono cavata).

Innanzi tutto ho sistemato i vetri nel locale dove volevo collocare la vasca, dato che il peso e soprattutto la larghezza (una volta montata) ne avrebbero reso molto difficile lo spostamento. Va precisato che si tratta di una stanza vuota, al pian terreno, adibita esclusivamente all’acquario (ebbene sì!!!!! e tra l’altro questo è un grandissimo vantaggio per non incorrere nelle ire della moglie per il rumore, eventuali schizzi d’acqua, ecc…): altrimenti il discorso sarebbe stato molto diverso, visto che nella lavorazione col silicone si sprigionano vapori che non sono proprio salutari.

foto 3Per terra ho sistemato due pannelli di polistirene (avanzati dai lavori di ristrutturazione della casa) per non graffiare le lastre, e poi ho cominciato a sistemare il nastro adesivo, in modo da lasciare il giusto bordo per lo strato di silicone, bordo che ho sgrassato con dell’alcool e un rotolone di carta. Altro nastro adesivo l’ho sistemato su tutto gli spigoli esterni.

Fatto questo, ho posizionato a terra la lastra 80x80 da 15 mm (la base), ed ho avvicinato due vetri laterali (un 800x660 e un 830x660) tenuti perpendicolarmente, in modo da formare il primo angolo. Con manovre da perfetto giocoliere, sempre tenendo in equilibrio le lastre ho sistemato tra una lastra e l’altra gli spessori da 3 mm, dopodichè ho fermato i due vetri laterali con un morsetto angolare.

 Fatto questo, il resto del lavoro è stato “in discesa”, e sono passato a sistemare i due successivi vetri laterali, bloccando anche loro con i morsetti angolari e gli spessori. 

Ho esaminato gli spigoli cercando di correggere le piccole imperfezioni e di dare quindi alla vasca la sua forma definitiva.

Ho aperto la prima cartuccia di silicone, ed ho inserito dei “punti” di silicone tra una lastra e l’altra (4 punti su ogni bordo).

Il giorno dopo, tolti gli spessori tra una lastra e l’altra (tanto ormai c’erano i punti di silicone) ho cominciato la siliconatura vera e propria, e cioè il riempimento dello spazio di 3 millimetri tra i vetri, inserendo il silicone dall’interno della vasca verso l’esterno. Questa è stata la parte più faticosa, forse anche per un errore mio, in quanto credo di aver aperto troppo poco il beccuccio del silicone, e così ho fatto una considerevole fatica.

Altro giorno di attesa, quindi ho ripetuto il processo dall’esterno verso l’interno, dopo aver tolto la carta adesiva dagli spigoli, in modo da riempire eventuali buchi o livellare zone non omogenee: per quel che riguarda i vetri laterali non c’è stato alcun problema, mentre per riempire dall’esterno lo spazio tra la base e i laterali stessi ho dovuto “ribaltare” la vasca, cosa che ho fatto con la massima cautela e rimanendo sempre, ovviamente, sul fondo di polistirene.

Altro giorno di attesa, quindi ho riempito gli angoli interni, stendendo in due fasi uno strato MOLTO abbondante di silicone, che sono andato poi a lisciare con svariati strumenti (da piccole spatoline autocostruite, a guanti in lattice, a “dita” inumidite), senza però trovare nulla di veramente soddisfacente. Alla fine ho tolto la carta adesiva, e il risultato è stato abbastanza buono e soprattutto rassicurante dal punto di vista della tenuta.

 A questo punto ho lasciato “riposare” il vascone, e mi sono dedicato alla costruzione del mobile di supporto: il telaio me l’ha fatto mio padre (bontà sua!), tagliando, piegando e saldando la struttura in ferro di una vecchia rete di materasso, e verniciando il tutto con l’antiruggine. Ne è venuta fuori una “cosa” dall’apparenza molto solida, che poi ho rivestito don pannelli di compensato verniciati di nero, ritagliando su ogni lato dei grossi buchi per l’areazione e per il passaggio di cavi e tubature.

foto 4Come ripiano del mobile ho sistemato tre assi di abete da 18 mm di spessore: non hanno una funzione portante, in quando il peso dei lati della vasca cade in corrispondenza della struttura metallica. Ho sistemato la sump, utilizzando una vecchia vasca Askoll (tenerife 67), alla quale ho tolto il coperchio e la strumentazione ed ho aggiunto una paratia interna in vetro polistirolo, per separare lo scomparto dello skimmer da quello della risalita.

Dopo alcuni giorni ho organizzato opportunamente una grigliata alla quale hanno partecipato amici “robusti”, e mi sono fatto aiutare a sistemare la vasca nella sua posizione definitiva sopra il mobile (d’altro canto erano un centinaio di chili di vetro, forse qualcosina di più).

 Nei giorni successivi mi sono dedicato alla raccorderia in pvc: passaparete del 40 e scarico interno formato semplicemente da uno spezzone di tubo in pvc con forature lamellari; all’esterno un raccordo a T, quindi tubo e due gomiti a 45° per entrare nel mobile ed arrivare in sump vicino allo schiumatoio.

foto 5Per la risalita una Acquabee 2000/1, che con tubo flessibile in silicone mi porta l’acqua in orizzontale per un metro e mezzo circa, passando attraverso un foro nella parete, fino al refrigeratore sistemato in garage, e da lì ritorna indietro e risale fin oltre al bordo della vasca, dove piega con un gomito a 90°.

Ho aggiunto poi alla vasca un tirante centrale, non per sicurezza, ma solo come appoggio per il coperchio (realizzato con due lastre di vetro polistirolo opalina) e per l’illuminazione, che merita un discorso a parte.

 

FOTO 6Per l’illuminazione, infatti, ho abbandonato i neon e mi sono rivolto ai led: quattro strisce, di cui 2 da 18 led blu ad alta luminosità (per l’alba ed il tramonto): luce molto suggestiva; e 2 rispettivamente da 40 led bianchi e 36 led blu per la luce “diurna”. Ho preparato dei riflettori utilizzando i profili a U per cartongesso (altri “avanzi” dei recenti lavori in casa) , ed ho sistemato le luci blu sulla parte posteriore della vasca, e quella diurna sulla parte frontale: oltre al gioco d’ombre molto simile a quello che si vede in mare, trovo che l’effetto di profondità di campo dato dalla disposizione delle luci (aiutato ovviamente dagli 80 cm a disposizione) sia assolutamente spettacolare. A QUESTO PROPOSITO: L'ESPERIENZA CON I PROFILI METALLICI PER CARTONGESSO NON E' DA RIPETERE (IL MATERIALE SI OSSIDA E PUò LIBERARE IN VASCA SOSTANZE DANNOSE). PER QUANTO RIGUARDA I LED, L'ESPERIENZA MI STA DIMOSTRANDO CHE E' IMPORTANTE EVITARE IL CONTATTO CON LA SALSEDINE E L'ECCESSIVA UMIDITA'.

 

 

Poi finalmente è arrivato il bel tempo, e un paio di giorni di ferie “strategiche” in occasione di una bassa marea ad ore antelucane…

Non vi dico quanti litri d’acqua, né quanti chili di sabbia…  comunque la vasca è stata avviata ufficialmente tra i giorni 11 e 12 luglio, con un dsb finalmente “vero”, senza compromesso alcuno, e un meraviglioso strato di sabbia di 15 cm circa.

 foto 7Ho messo in funzione skimmer e ricircolo, più un paio di pompe di movimento in attesa del quadro elettrico che mi sta assemblando un mio amico elettricista. Ci sono già i primi ospiti: tante lumachine di varie specie, soprattutto Nassarius sp., oltre a moltissimi Diogenes pugilator (la maggior parte dei quali piccolissimi), e una mezza dozzina di Palaemon elegans, giusto per dare un po’ di “vita” al tutto.

 La gioia è stata immensa, la soddisfazione e la fatica anche! A questo proposito, un GRAZIE IMMENSO al mio amico Fabio!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Ieri sera ho sistemato le prime rocce “semivive” (una parte, cioè, delle rocce che erano nella mia vecchia vasca, e che per tre mesi sono rimaste a mollo dentro una borsa termica, con una piccola pompa collegata per non far ristagnare l’acqua): non ho usato supporti in pvc, ma le ho invece incollate tra loro con la bicomponente, e lo ho adagiate su un reticolo di plastica (per capirsi: quello che si usa per scolare il rullo quando si tinteggiano le pareti) che dovrebbe impedir loro di affondare nella sabbia: in questo modo, oltre tutto, le parti di roccia che poggiano direttamente sulla sabbia stessa sono ridotte al minimo essenziale, a tutto beneficio (spero) della maturazione del dsb. Tra parentesi, a distanza di tre giorni si stanno già formando le prime chiazze scure sotto la sabbia.

foto 8…il divertimento è appena cominciato!!!!!

 

 

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