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Esposizione a Parchi in mostra - Napoli 2004

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Napoli, Mostra d'Oltremare 19, 20 e 21 marzo 2004

A.I.A.M. ha presentato un acquario da 130 litri allestito con il progetto EcoAcquario ospiti nello stand della STAZIONE ZOOLOGICA "A.DHORN".

 

 

 

Acquari mediterranei a Napoli: Parchinmostra di Luca Colutta & Valerio Zupo

 Articolo estratto da Aquarium (Primaris) di giugno 2004 

Si é svolta a Napoli, dal 19 al 21 marzo, presso la Mostra D’Oltremare, la terza edizione di Parchinmostra , evento destinato alla divulgazione dei Parchi e delle Riserve naturali in Campania.

Era presente anche la Stazione Zoologica “Anton Dhorn”, punto di riferimento per innumerevoli attività scientifiche a livello internazionale, la quale ha recentemente completato studi concernenti parchi marini ed aree protette ad Ischia (Regno di Nettuno) e presso il Banco di Santa Croce. L’Associazione Italiana Acquario Mediterraneo (AIAM), è stata invitata  dallo storico Istituto di ricerca napoletano ad allestire all’interno del Suo stand un Ecoacqario. Il Progetto Ecoacquario nasce nel 2001 da un idea del presidente A.i.a.m,. Alessandro Palomba, con l’intento di trovare una mediazione tra l’allestimento di un acquario marino mediterraneo, gli eventuali impatti sull’ambiente e la sua intrinseca ed innegabile funzione divulgativa. Infatti il magnifico acquario presentato nella tre-giorni partenopea era allestito con organismi provenienti da scarti della pesca professionale (recuperati e prontamente immessi in vasca) e con rocce vive staccate da pescatori di frodo ed abbandonate sul fondo. Proprio queste ultime hanno suscitato il più vivo interesse da parte dei visitatori, attenti ai problemi ambientali. Infatti molte nostre aree costiere sono sottoposte a “massacri” da parte dei cosiddetti “datterari”, i quali per estrarre dalle pareti di roccia carbonatica il prezioso mollusco protetto, Lithophaga lithophaga (dattero di mare), distruggono per sempre interi costoni caratterizzati da elevata biodiversità. Gli organismi (Gorgonie, Astroides, spugne, alghe calcaree etc.) che incrostano questi blocchetti di roccia (scalzati con martelli pneumatici!) cadendo sul fondo deperiscono.

La risposta del pubblico é stata entusiastica e, grazie alla continua presenza di personale AIAM, che si é profuso in dettagliate ed esaurienti spiegazioni sul significato dell’acquario mediterraneo, lo stand è stato preso letteralmente d’assalto. Abbiamo stimato che in tre giorni almeno 10.000 persone abbiano vistato la mostra, e quasi tutte hanno affollato lo stand in questione, subissando letteralmente di domande, richieste, incitamenti ad andare avanti. L’interesse suscitato è stato davvero enorme, con conferme sia da addetti ai lavori, sia dagli appassionati e da chi, per la prima volta, sentiva parlare di A.i.a.m e di acquario mediterraneo.

Lo sguardo di centinaia di bambini ha attraversato i vetri dell’acquario (da soli 130 litri, ma ai loro occhi doveva apparire come un oceano multicolore) e la più grande soddisfazione dei soci AIAM é stata il vederli andare via esclamando cose del tipo “no papà quella non era una pianta ma si chiamava Anemone!”.In queste  occasioni ci si rende conto di quanto un acquario, mostrato in un contesto che non sia quello dei “soliti” appassionati, possa suscitare un interesse che va oltre la fredda constatazione tecnica. Speriamo vivamente che questo tipo di collaborazioni tra enti scientifici ed associazioni di acquariofili si ripeta negli anni a venire, per favorire incontri “del terzo tipo” tra acquari e futuri acquariofili.

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