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Riproduzione del nudibranco: Aeolidiella aleri

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Riproduzione del nudibranco: Aeolidiella aleri

 

La mia passione per i nudibranchi cominciò esattamente il 10 ottobre 2008. Era da pochi mesi che praticavo apnea e proprio in quel giorno, durante un' uscita presso località Conero, rimasi folgorato dall'incontro con un Hypselodoris gasconi. Non avevo mai visto un nudibranco prima e non potevo credere ai miei occhi per la bellezza di quel microscopico esserino, con quei colori incredibili ... bellissimo! Da quel momento in poi iniziai a documentarmi avidamente sulla vita di questi animali, e seguirono anche altri incontri, nelle successive uscite in mare, con altre specie. Essendomi avvicinato proprio in qel periodo all'acquario mediterraneo, ovviamente mi domandai se sarebbe stato possibile tenere nudibranchi in acquario. Hanno un'alimentazione specifica che cambia di specie in specie.
Alcuni (Doridi) si nutrono solo di certi tipi di spugne, altri si nutrono di briozoi o idrozoi, quindi impossibili da allevare. Di conseguenza, per ovvi motivi, la scelta sulla specie da allevare poteva cadere solo su Aeolidi e Spurillidi, perchè questi si nutrono di attinie, quindi è possibile, anche se comunque impegnativo, garantire loro del cibo in maniera costante.
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Aeolidiella aleri: le dimensioni del nudibranco dopo poche ore Aeolidiella aleri: le dimensioni del nudibranco dopo poche ore Aeolidiella aleri: le dimensioni del nudibranco dopo poche ore Aeolidiella aleri: le dimensioni del nudibranco dopo poche ore Aeolidiella aleri: le dimensioni del nudibranco dopo poche ore

Nel Mediterraneo ci sono 5 specie attualmente conosciute di Aeolidi che si nutrono di attinie, e sono: 

  • Spurilla neapolitana
  • Berghia caerulescens, 
  • Berghia verrucicornis, 
  • Ceberilla bernadettae,
  • Aeolidiella alderi.
In vasca si adattano bene, ma viste le loro abitudini fossorie e notturne non si vedono mai, o quasi, e possono divorare in poco tempo molte delle attinie presenti nelle vasche mediterranee. Dunque vanno allevati in vasche isolate, piccole e povere di arredamento, e va fornito loto tanto, ma tanto cibo. Trovai in rete molte notizie e informazioni sulla Berghia verrucicornis, usata dagli acquariofili come un ottimo rimedio per eliminare le Aiptasia, e trovai delle informazioni
utilissime sulla sua riproduzione; se non erro, era un sito di biologia marina di un' università messicana. Volevo assolutamente tentare questa cosa, riprodurre i nudibranchi.
Allestii un 30 litri con solo sabbia (viva), qualche roccia, e un aeratore. Passato il tempo di maturazione, decisi di procurarmi dei riproduttori. Durante un'uscita in mare raccolsi un paio di Aeolidiella alderi di circa 2 cm (aprile 2009): i nudibranchi sono ermafroditi, quindi avevo la mia coppia! Nella piccola vasca stavano benissimo, di notte erano molto attivi e mangiavano tantissimo, col tempo imparai perfino quali attinie preferivano: alcune proprio non le mangiavano, tipo Actinia
cari, e a malavoglia mangiavano Anemonia sulcata; al contrario, erano ghiotte di Cereus, Sagartiogeton undatus, Aiptasia, Diadumene cinta e Actinia equina (quest'ultima li fa diventare completamente rossi!).  
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  Aeolidiella aleri: il colore rosso è dovuto all'alimentazione di Actinia ecquina
Ogni fine settimana ero "obbligato" a infilarmi in acqua per procurare loro del cibo ... mare  permettendo. Crescevano ed erano in salute, e poco dopo arrivarono le prime ovature. Il corteggiamento dei due consisteva nel girare in circolo, specialmente sulle pareti della vasca, finchè uno dei due si allontana e l'altro comincia a deporre cordoli di uova disposti a spirale. Purtroppo non ho documentato tutto dall'inizio, perchè ero il primo ad essere scettico sul buon risultato di questa prova: mancano foto del corteggiamento e delle ovature.
Seguendo quanto letto sulla riproduzione della Berghia, preparai un paio di piccoli contenitori di vetro senza alcun arredamento, solo una porosa con un minimo flusso d'aria, acqua di mare e alcune Aiptasia e Cereus di piccolissime dimensioni (2 o 3 mm): più grosse sono, infatti, più possibilità hanno di nutrirsi a loro volta delle larve dei nudibranchi (veliger), che non sono visibili a occhio nudo. Dopo circa 2 settimane le ovature appiccicate ai vetri cominciano a gonfiarsi e a diventare lattigginose e biancastre, apparentemente sembra che stiano marcendo. Quello è il momento di prelevarle, romperle e quindi farle schiudere, per mezzo di una pipetta di plastica, spostandole nelle due vasche di vetro. Ogni giorno ovviamente ero lì, con una lente d'ingrandimento, a controllare se succedeva qualche cosa,
finchè un bel giorno notai che le piccole Aiptasia e i Cereus erano ritratti ... ancora non cantai vittoria, ma qualcosa stava accadendo.
Nei giorni successivi ne ebbi la conferma, perchè le attinie si erano rimpicciolite e non stavano per niente bene. Mi procurai una lente più potente e subito notai dei microscopici puntini strisciare attorno alle attinie. Da quel momento in poi continuai a mettere nelle vaschette altre Aiptasia, Cereus e Diadumene di piccolissime
dimensioni; le larve crescevano rapidamente e si vedevano ad occhio nudo. Cominciai a fotografare il tutto, con una macchina sicuramente non all'altezza, ma era meglio di niente. La mortalità era comunque elevata e garantire cibo era una vera impresa, mi ritrovai a dover sfamare una trentina di piccoli mostri famelici, che mangiavano tanto e crescevano rapidamente. 
Inutile dire quanta soddisfazione mi ha regalato questa esperienza, sarebbe da rifare e documentare tutto come si deve e perchè no, realizzare un filmato...
 
Sequenza d'immagini tratte dalla riproduzione e dalle prime ore di vita:
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Ringrazio Michele Abbondanza, per lo spazio dedicatomi, Antonello Cau (il tramite) e Alessandro Lazzarini, compagno di mille avventure, compresa questa.
Un saluto a tutti i soci A.I.A.M.

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