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Il travestimento della Granseola

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Il travestimento della Granseola

 

La maggior parte dei subacquei sa bene quanto sia difficile scovare in immersione una granseola (Maja sp.), a meno che questo non si stia muovendo.

Ed il motivo di questa difficoltà è la grande capacità della granseola di mimetizzarsi con l’ambiente, grazie ad un’abitudine piuttosto particolare: usa ricoprire il proprio dorso e le proprie appendici con alghe, detrito o altri animali “requisiti” all’ambiente in cui si trova.

In questo modo l’animale diventa letteralmente “tutt’uno” con il paesaggio, mimetizzandosi alla perfezione e sfuggendo così ai predatori.

granseola
Una granseola (Maja sp) fotografata sui fondali del Conero

Questa abitudine è riscontrabile in altri animali (ad esempio i granchi facchino del genere Dromia, o alcuni pesci bentonici così fermi sul fondo da subire l’insediamento di altri organismi sul loro corpo, cosa che ne aumenta in genere le capacità mimetiche), ma certamente i crostacei della famiglia dei Maidi sono i maestri di questo tipo di mimetismo. 

Da sottolineare che i ricci di mare, che spesso si trovano coperti di ciottoli, conchiglie, foglie o rifiuti, hanno la finalità di ripararsi dai raggi solari troppo forti, e non di mimetizzarsi. In ogni caso, utilizzano sempre oggetti inanimati e mai organismi vivi.

 

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Un granchio facchino (Dromia personata) con una spugna sul dorso. Non è un maide.

I maidi sono crostacei di dimensioni variabili dai pochi mm a decine di cm, con corpo generalmente allungato e soprattutto appendici (chele e zampe) molto sviluppate, cosa che ha portato all’uso di appellativi come granchi-ragno e granchi-freccia, spesso affibbiati a specie diverse di questa famiglia.

Oltre alla granseola, la famiglia dei Maidi annovera molti altri granchi mediterranei e tropicali: fra i nostrani, i più comunemente osservabili in immersione sono la Pisa sp. (in acqua praticamente indistinguibile dalla granseola), il granchio degli anemoni (Inachus phalangium), la splendida e piccolissima Macropodia sp. che si può tentare di scovare tra gli idroidi, e l’ancor più piccolo Achaeus sp., anch’esso spesso nascosto tra gli idroidi.

 

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Un granchio degli anemoni (Inachus phalangium)

Fra le numerose specie tropicali sono da citare il noto granchio decoratore (Camposcia retusa), lo strano granchio orangutan (Achaeus japonicus) e altre specie piuttosto simili alle nostre granseole e macropodie.

 

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Un granchio decoratore tropicale (Camposcia retusa)

Il corpo dei maidi è ricoperto di peli uncinati su cui l’animale, grazie alle lunghe chele (caratteristica anatomica, come detto, comune a tutta la famiglia), fissa detrito, alghe o frammenti di esse, idroidi, spugne, briozoi, ascidie e altri animali con l’ausilio della propria saliva.

Diversi studi hanno per oggetto i maidi, con l’intenzione di chiarire meglio i meccanismi di selezione degli organismi da utilizzare e le tecniche di prelievo e aggancio al carapace. Sia le alghe che gli animali “raccolti” dal granchio rimangono generalmente in vita.

 

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Hyastenus bispinosus, un maide, si mimetizza con frammenti della colonia dell’idroide Aglaophenia cupressina su cui si trova

La capacità di mimetismo che i maidi raggiungono è stupefacente, e può davvero lasciare senza fiato i subacquei più attenti e decisamente pazienti che abbiano voglia di andare alla scoperta di questi piccoli e nascosti gioielli. 

 


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