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25-Corso di fotografia: ottenere belle macrofotografie nella fotografia subacquea

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Ottenere belle macrofotografie nella fotografia subacquea

Autore Cristian Umili

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Prima di tutto dobbiamo sapere che cos’è il rapporto di riproduzione (abbreviato RR): è il rapporto tra le dimensioni del nostro soggetto impressionato sulla pellicola (o sensore) e le sue dimensioni reali; la scrittura del rapporto di riproduzione è questa: per es., RR 1:2 ossia 1 centimetro sulla fotografia equivale a 2 centimetri nella realtà e si legge 1 a 2.

La vera macrofotografia si ha solo con RR 1:1 o superiori (2:1, 3:1, ecc..) ossia: le dimensioni del nostro soggetto sono per lo meno uguali alle dimensioni impresse sulla nostra pellicola (o sensore), si parla invece di foto ravvicinata quando le dimensioni del nostro soggetto impresso sono minori di quelle reali (1:2, 1:3, 1:4).

Se abbiamo una reflex per fare questo tipo di immagini dobbiamo usare obiettivi specifici per la macrofotografia, questi hanno oltre alla scala metrica anche una scala che riporta i Rapporti di Riproduzione in base alla distanza di riprese; di solito alla minima distanza si avrà un RR 1:1 man mano che ci allontaniamo avremo un RR minore (1:2, 1:4 …).

Se utilizziamo invece una compatta digitale difficilmente troveremo l’indicazione del RR ma al massimo il costruttore ci indica una fantomatica minima distanza di messa a fuoco a volte strabiliante ma non ci dice di quanto ingrandiamo il nostro soggetto. Per es.: con un obiettivo 16mm fish eye mi avvicino a 25 cm dal piano pellicola ma non riesco a fare una vera macro mentre con un obiettivo 105mm macro mi avvicinerò al massimo di 31 cm ma riesco a ottenere un fotografia con un RR di 1:1.

Un fenomeno importante da tenere in considerazione quando si decide di fare riprese macro-ravvicinate è quello della riduzione della profondità di campo (la zona accettabilmente a fuoco davanti e dietro il punto di messa a fuoco) man mano che aumentiamo il nostro RR. In RR molto spinti come l’1:1 possiamo arrivare ad avere pochi millimetri di profondità di campo, perciò dovremo essere molto precisi nello scegliere la messa a fuoco, cosa resa più difficoltosa se si inquadra un soggetto in movimento come un pesce.

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Nella macrofotografia consiglio l’uso di un flash esterno, meglio ancora due; non è necessario l’uso di un flash molto potente in quanto nella macrofotografia ci si avvicina molto al soggetto e di conseguenza possiamo tenere il nostro flash molto vicino.
L’uso di un solo flash ci limita nel tipo di illuminazione che possiamo ottenere, ossia avremo una illuminazione alquanto piatta, dato che se spostiamo di lato il flash per ottenere una luce radente rischieremo di creare ombre troppo nette che disturbano la visione delle fotografia.
Con l’uso di un secondo flash potremo schiarire parte delle ombre create dal flash principale oppure potremo creare un effetto controluce pur avendo il soggetto illuminato e non in silhuette.
Se si usa un solo flash consiglio di posizionarlo in modo che la luce cada dall’alto sul soggetto in modo da imitare la luce del sole, il flash è meglio tenerlo inclinato per cercare di minimizzare la comparsa di eventuale sospensione.

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Se si utilizzano due flash impostati alla stessa potenza otterremo una fotografia con luce piatta, mentre se una dei due flash sarà impostato per emettere una flashata meno potente riusciremo a creare un po’ di ombre (appena schiarite dal flash più debole) che porteranno una maggiore tridimensionalità alla fotografia.

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Al posto di un secondo flash potremo usare anche un pannello riflettente bianco, oro o argento in modo da schiarire le ombre in modo economico; potremo creare un pannello riflettente con una lavagnetta subacquea bianca, ma se vogliamo una luce più dura potremo rivestire la lavagnetta di carta argentata tipo stagnola opportunamente incollata. Naturalmente non sostituisce un flash ma ci può aiutare, soprattutto agli inizi, a schiarire ombre troppo nette e poter sperimentare schemi di illuminazione più complessi di quelli possibili con un solo flash.

Come ho già scritto nella macrofotografia si ha una ridotta profondità di campo e per ottenere la massima profondità di campo dobbiamo impostare il diaframma più chiuso possibile tenendo conto della potenza del o dei nostri flash in modo da ottenere una foto correttamente esposta.

Quando scattiamo uno foto macro dobbiamo sempre tenere presente le regole di composizione e decidere il giusto punto di messa a fuoco, per es. se scattiamo una fotografia ad una bavosa, dovremo mettere a fuoco l’occhio e riprenderla di muso o frontalmente o di ¾ proprio come si farebbe un ritratto ad una persona.

 

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Un altro elemento importante, ma che in fase di ripresa spesso non viene considerato, è lo sfondo che ci aiuta a far risaltare il nostro soggetto oppure ce lo nasconde rendendo la fotografia confusa. Per es: se fotografiamo una bavosa bianca sullo sfondo di una spugna rossa (che sarà sfuocata) il nostro soggetto sarà valorizzato e spunterà dall’immagine; se invece fotografiamo un peperoncino rosso (corpo rosso e testa nera) sulla stessa spugna rossa il nostro soggetto si confonderà con lo sfondo. Con un secondo flash potremo esaltare, illuminandolo in modo particolare, una sfondo che ci può aiutare a valorizzare il nostro soggetto.

Fin qui abbiamo parlato di argomenti legati alla tecnica fotografica, ma il macrofotografo deve avere anche altre conoscenze, ossia deve conoscere il comportamento dei soggetti che va a fotografare per poterli riprendere al meglio, ma anche l’habitat dove questi vivono nel caso si faccia una ricerca mirata.
Chi fa macrofotografia oltre ad essere un fotografo deve anche esser un pò biologo, e facendo questo tipo di fotografia si impara sempre di più sulle forme di vita che vediamo.

I soggetti che andremo a fotografare sono di dimensioni veramente ridotte e per poterli vedere dobbiamo muoverci con molta calma e stare il più possibile vicino al fondo o alla parete in modo da poter vedere ogni minimo movimento che avviene, in quanto spesso si vede un qualcosa muoversi e poi riusciamo ad individuare che animale è. Inoltre dobbiamo tenere in considerazione che la maggior parte dei soggetti idonei a questo tipo di fotografie vive nei primi 15-20 metri.

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Ringraziamo Cristian per l'articolo e vi invitiamo a visitare il suo sito:

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