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08-Corso di fotografia: il flash

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Il flash

Autore: Leda Masi

 

Considerato quanto detto poc’anzi sul comportamento della luce in acqua, e soprattutto sull’assorbimento, è facile intuire che l’uso del flash sia spesso assolutamente indispensabile in fotosub, per restituire tutti i colori che sono andati persi.
Ma il flash non serve solo a fare luce quando non ce n’è, serve anche a schiarire le ombre troppo chiuse, ammorbidire l’immagine, a dare tridimensionalità ai soggetti, nelle riprese in luce mista a illuminare un soggetto con un’angolazione diversa da quella della luce naturale, nelle riprese in controluce per rendere riconoscibile quella che altrimenti sarebbe solo una sagoma scura, praticamente indispensabile nella macrofotografia.
Naturalmente anche la luce del flash risente dei fenomeni della diffusione e dell’assorbimento, per cui la luce che arriva sul soggetto è inversamente proporzionale alla distanza flash/soggetto. Risulta quindi sempre utile ridurre la distanza e la quantità d’acqua fra il soggetto e il flash.
La potenza di un flash viene espressa con il NUMERO GUIDA, che rappresenta il diaframma da impostare con la pellicola a 100 ISO e il soggetto a 1 mt di distanza, per ottenere una corretta esposizione. In pratica, per ottenere il diaframma da impostare, conoscendo il NG del nostro flash dovremo dividere il NG per la distanza a cui si trova il nostro soggetto. A volte invece del NG troveremo espressa la potenza in w/s. Per la macrofotografia si può considerare sufficiente una potenza di 50w/s. Sul mercato si trovano modelli che consentono di impostare manualmente la potenza del lampo.
Caratteristica importante per un flash è quella di poter funzionare in TTL, e di essere facilmente orientabile.
Sul mercato i modelli offerti sono numerosissimi, la scelta non è semplice.
Fattori da tenere presenti nella scelta sono quindi: numero guida, (più è alto e più mi consentirà diaframmi chiusi), temperatura colore, durata delle batterie, tempi di ricarica del lampo, funzionamento TTL, angolo di copertura (deve essere almeno di 80-90°). Esistono sul mercato dei diffusori per ampliare l’angolo di copertura, ma riducono sensibilmente il numero guida.
Molto utile è anche l’impiego di un secondo flash come “servo‿, munito cioè di una fotocellula che fa scattare il lampo quando colpita dalla luce del flash primario. Questo consente di avere un’illuminazione più completa, schiarire ombre troppo dure lasciate dal primo flash, senza avere un secondo cavetto di connessione con la macchina. Il servo flash può essere anche utilizzato dal compagno di immersione per angolazioni di luce difficilmente ottenibili da soli.
Nell’utilizzo del flash è molto importante tenere presente l’effetto di riflessione della sospensione. Quando le particelle in sospensione vengono colpite dal lampo, riflettono la luce e la rinviano in macchina. Il risultato è un fastidioso effetto neve. Per ovviare all’inconveniente è necessario angolare il flash in modo che il suo asse formi con l’asse dell’obiettivo un angolo compreso fra i 45 e i 90°. Se la distanza del soggetto è superiore al metro, tale angolo è difficile da ottenere, motivo per cui il flash viene montato su una staffa che lo tiene a 40/50 cm dalla macchina.
Se la luce ambiente è elevata e si vuole comunque utilizzare il flash per schiarire le ombre, è opportuno impostare tempo e diaframma come se ci fosse solo la luce ambiente, per evitare sovraesposizioni e doppie immagini.
Ogni fotocamera ha un suo tempo di sincronizzazione con il flash, cioè un tempo di esposizione che consente di esporre correttamente tutto il fotogramma. Di ciò è opportuno tenere conto nella scelta dei diaframmi (e quindi dei tempi): con tempi più veloci del tempo di sincronizzazione si rischia di avere solo una parte del fotogramma illuminato. I tempi di sincronizzazione sono in genere variabili fra 1/60 e 1/125.

 

 


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