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Le aree umide costiere: lo stagnone di Marsala

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Le aree umide costiere, in cui è possibile includere anche lo Stagnone di Marsala TP, sono ambienti definiti come “ambienti di transizione” che occupano una piccola fascia all’interno delle aree litorali.Questi ambienti rappresentano un luogo ideale per la riproduzione oppure per lo svezzamento della prole di molte specie ittiche, inoltre, rappresentano un luogo ideale per molti uccelli migratori (fenicotteri, spatole, cavalieri d’Italia, avocette, garzette, anatidi ecc..) per effettuare delle soste lungo il loro cammino.

 

 
 

Le aree umide costiere, in cui è possibile includere anche lo Stagnone di Marsala TP, sono ambienti definiti come “ambienti di transizione” che occupano una piccola fascia all’interno delle aree litorali.Questi ambienti rappresentano un luogo ideale per la riproduzione oppure per lo svezzamento della prole di molte specie ittiche, inoltre, rappresentano un luogo ideale per molti uccelli migratori (fenicotteri, spatole, cavalieri d’Italia, avocette, garzette, anatidi ecc..) per effettuare delle soste lungo il loro cammino.

 
 
Cavalieri d'Italia
Cavalieri d'Italia
 
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A sinistra le uova e a destra un pullus di Avocetta
 

Lo Stagnone di Marsala è una tra le più belle lagune marine costiere del bacino Mediterraneo con caratteristiche particolari dovute a diversi fattori quali: la sua posizione rispetto al mare aperto, dalle basse profondità, dall’elevata evaporazione estiva infine anche le isolette presenti all’interno della laguna ( Isola Grande, Santa Maria, S. Pantaleo, Scuola e Mothia) incidono sul ricambio idrico dell’intera area.
Quest’area si inserisce tra le R.N.O. (Riserve Naturali Orientate) in cui l’aspetto protezionistico prevede oltre la salvaguardia delle flora e fauna anche una serie di interventi di recupero in quei casi dove si ha una sofferenza ambientale ed ecologica in seguito ad attività antropiche.

 
 
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Area dello Stagnone
 

Lo Stagnone di Marsala è un braccio di mare semichiuso che si estende per circa 21 km2 lungo la costa della Sicilia occidentale. L’intera area è caratterizzata come accennato sopra da basse profondità con un fondale di natura sabbioso-fangosa ricco di detriti.

Dal punto di vista geomorfologico possiamo dividere lo Stagnone in due sottobacini quello settentrionale e quello meridionale. Il regime idrico è strettamente condizionato dalle sue due bocche che lo collegano con il mare antistante: la bocca nord nei pressi di S. Teodoro e la bocca sud che si estende tra Punta d’Alga e Punta Stagnone.

 
 
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Le due bocche dello Stagnone
 

La temperatura e la salinità dello Stagnine di Marsala sono tipici di ambienti costieri di bassofondo ad elevata salinità (iperalini) i valori di Ph invece sono leggermente superiori a quelli del mare aperto con valori medi annuali di 8,5/9 unità.

A differenza di altre aree lagunari lo Stagnone risulta essere fortemente influenzato dal mare con valori di produttività primaria paragonabili a quelli del mare aperto ovvero condizioni di oligotrofia, la colonna d’acqua infatti seppur lagunare presenta un’elevata trasparenza specialmente nei periodi di calma.

La vegetazione sommersa è rappresentata essenzialmente da rizofite data anche la natura sabbioso-fangosa dei substrati, le specie più frequenti sono Posidonia oceanica soprattutto nella parte esterna mentre nelle zone più interne dove il substrato presenta una granulometria sempre più fine si assiste ad un massiccia presenza di Cymodocea nodosa associata a Caulerpa prolifera. Molto scarsi sono i popolamenti ad aptofite vista la quasi assenza di substrati duri, mentre frequenti sono i popolamenti a pleurostofite tipiche delle aree lagunari subtropicali come la Valonia aegagropila, Rytiphaea tintoria ecc…

 
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A sinistra P. oceanica - in alto a destra C. prolifera in basso C. nodosa
 

Oltre alla flora lo Stagnone è anche ricco di fauna, il gruppo più abbondante è rappresentato dai molluschi con più di 100 specie in prevalenza gasteropodi, per quanto riguarda quest’ultimi è stata segnalata la presenza nella vasca di freffa della salina Ettore-Infersa del mollusco Brachidontes pharaonis un bivalve dell’Oceano Indiano entrato nel Mediterraneo dopo l’apertura del canale di Suez.
Tra il macrozoobentos sessile troviamo diverse spugne e tunicati coloniali che vivono sui rizomi di P. oceanica.

 
 
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A sinistra il mulino della salina Ettore Infersa - a destra il mollusco bivalve introdotto Brachidontes pharaonis
 

Il popolamento ittico è rappresentato sia da specie che vivono perennemente in laguna sia da specie migratrici che utilizzano la laguna solo in determinati periodi dell’ano o come area di nursery.
Considerando la complessità strutturale e le diversità biologiche possiamo suddividere lo Stagnone in tre aree nelle quali dominano diverse specie ittiche: nelle zone di bocca sono presenti Mugilidi, Gobidi e Cyprinodontidi come il piccolo Aphanius fasciatus, nelle zone medie a complessità medio alta sono presenti Gobidi, Aterinidi e Blennidi, infine nelle zone più interne e centrali della laguna possiamo trovare diversi esemplari di Signatidi quali: Syngnathus abaster e Syngnathus typhle.

 
 
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A sinistra Aphanius fasciatus maschio - A destra Syngnathus typhle
 

Specialmente negli ultimi anni si è visto crescere sempre più un interesse verso attività di acquicoltura di specie eurialine (spigole, orate, mugilidi) e mitilicoltura sfruttando appunto le caratteristiche intrinseche di questi ambienti. Inoltre le saline dello Stagnone di Marsala, insieme a quelle di Trapani e Pacco sono le uniche zone della Sicilia dove si pratica la salicoltura.
Infatti nella laguna è consentito esercitare la salicoltura e le attività di acquicoltura esclusivamente di tipo estensivo nelle vasche di “fredda” delle saline secondo un modello di produzione mista sale-pesce.

 
 
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Vasca per l’acquicoltura di spigole ed orate
 
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A sinistra alcune cassette contenenti piccoli mitili - A destra filari di cozze
 

Il D. Lgs 152/99 identifica come significative, tra le acque di transizione, le acque delle lagune, dei laghi salmastri e degli stagni costieri. Sul territorio siciliano sono stati individuati 12 corpi idrici di transizione vedi TABELLA sotto.
Per ciascun corpo idrico di transizione, in accordo con quanto previsto dal Il D. Lgs 152/99, è stata identificata una procedura in base al quale viene attribuito lo stato di qualità ambientale.

 
 
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Ambienti di transizione nel territorio siciliano
 

Tuttavia, malgrado l’importante valore naturalistico ed ecologico di queste aree, si assiste sempre più ad un incremento della pressione antropica su questi biotopi attraverso la realizzazione di opere di urbanizzazione, industrializzazione e coltivazioni agricole intensive lungo i loro margini. Più che in altri ambienti nelle lagune costiere sarebbe opportuno applicare piani di gestione responsabile, secondo un programma di sfruttamento razionale in tempi-medio lunghi in modo da consentire il rinnovamento delle risorse. Sarebbe opportuno inoltre nell’ambito della conservazione e valorizzazione di queste aree, incoraggiare tutte quelle attività sia produttive che turistiche con il rilancio di un turismo responsabile che tengano conto dei modelli di sviluppo sostenibile.

 
 
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Tramonto sullo Stagnone di Marsala

 

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