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Un viaggio in Laguna Veneta - Guardiamo indietro: cosa è successo di rilevante negli anni passati?

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Indice
Un viaggio in Laguna Veneta
prefazione
Come si è formata la laguna?
Guardiamo indietro: cosa è successo di rilevante negli anni passati?
Difesa della laguna e zone protette
Generalità della biodiversità della laguna veneta:
La fauna ittica
Gli organismi filtratori
Altri organismi
Le specie esotiche in laguna
Le impressioni di Iuri
Le conclusioni viste con l’occhio dell’acquariofilo
Tutte le pagine

Guardiamo indietro: cosa è successo di rilevante negli anni passati? 

La parte storica di questa zona meriterebbe un’ampia trattazione proprio per le vicende intricate e molto interessanti che si sono succedute nelle varie epoche. Il documento non è però prettamente storico; quindi verrà trattato solo brevemente.
Prendiamo in esame l’attuale territorio del nord est italiano. Durante l’ultimo periodo glaciale, tutta quest'area era emersa, ed è possibile che siano esistiti insediamenti paleolitici; non confermati però da ritrovamenti consistenti. Però si sta abbracciando un periodo di tempo relativamente grande in cui i cambiamenti morfologici sono stati numerosi. Le stesse oscillazioni del livello del mare e i cambiamenti nei apporti sedimentari dei fiumi potrebbero aver avuto ruoli da primari. Mentre in epoche successive troviamo attrezzi e strumenti databili a periodi più precisi. Ricordiamoci che un’arco di tempo molto grande per noi, diventa poi un periodo brevissimo letto nella grandezza della storia geologica della terra.

Il territorio su cui ora sorge la laguna veneta è stato in origine teatro di molti avvenimenti storici e geologici. Non conosciamo in modo perfetto tutti questi episodi, ma ci sono alcuni eventi che sono confermati da studi scientifici. La cosa certa è che l’origine della laguna veneta viene fatta risalire a 6000 anni fa durante la trasgressione flandriana (cioè l’innalzamento del livello del mare) che portò alla lenta sommersione della Pianura Alto Adriatica Wurmiana. E’ questa l’Ultima epoca glaciale del Quaternario. L'ingressione marina si diffonde in un preesistente bacino lacustre dando origine alla laguna primordiale (fonte CNR). Da circa 6000 anni le coste sono pressochè immutate ed anche le posizioni degli sbocchi a mare di tutti i fiumi e torrenti delle numerose foci che hanno permesso la creazione della pianura veneto-friulana. Da qui la formazione della laguna (fonte CNR)
La zona di territorio attuale che copre il Veneto, Friuli, Trentino e le limitrofi Lombardia ed Emilia erano già abitate fin dalla preistoria. Ma chi erano i popoli che l’abitavano? Molti ritrovamenti e reperti sono stati studiati e dimostrano la permanenza di alcuni gruppi stanziali. Uno dei  ritrovamenti di cui si è molto parlato ultimamente è l'uomo del Similaum risalente a circa seimila anni fa. Risolvendo questo mistero potremmo avere la chiave di volta degli abitanti della zona in quel periodo. I resti di utensili nell’area, armi ed ossa lavorate di orso delle caverne (Ursus spelaeus) nella caverna di Pocala, presso Aurisina (Trieste), vengono fatti risalire all'ultima avanzata dei ghiacciai alpini nel periodo Würmiano: proprio nell’intervallo di tempo del mistero di Oetzi. I cacciatori d'orsi non avevano una grande industria litica (la realizzazione di oggetti di pietra) che è all’incirca inquadrabile nel ciclo della scheggia levigata (il mousteriano alpino tra 80.000 e 35.000 anni fa).
I progenitori degli attuali veneti erano gli Heneti o Eneti che giungono dall’Asia minore in Italia tra il XIII-XII sec. a. C. e si insediarono al posto degli Euganei: una popolazione dell’Italia preistorica di cui è in dubbio l’origine. Si sa che per questo effetto gli Euganei si spostarono nell’attuale area del lago di Garda e della Valcamonica. L’antico scrittore Livio dà per certo la permanenza degli Euganei nella pianura. I paleo veneti furono sempre alleati dei romani. Tornando all’avvento degli Heneti la storia narra che parteciparono alla guerra di Troia, dove morì il loro primo condottiero: Antenore. Successivamente giungono in Italia dove pare fondarono l’attuale Padova e Adria. Lo scrtittore M.P. Catone, il censore, scriveva che i Veneti discendevano dai troiani. Anche se ci sono molte ipotesi dell’origine dei Veneti; pare che modernamente si attesti quella in cui Veneti e latini abbiano un filone protostorico in comune. Non ci sono, invece, certezze sull’origine troiana o greca. (Fonte raixe venete)
Non è certo, ma pare che vi fossero due filoni d’arrivo delle genti Henete dall’Est europeo. Una di terra e una di mare. Quella di terra è certo che abbia poi preso il posto deglie Eupagnei come citato sopra. Del filone di mare non vi sono notizie certe. (Fonte raixe venete)
Il II sec. A.C. vede il predominio romano, pacifico, nella zona che vedeva la suddivisione delle terre secondo l’usuale e collaudato sistema delle centurie rafforzando i sistemi di coltura. Vennero create nuove reti urbane verso le attuali città di Padova, Vicenza, Verona e le preesistenti incrementate.

Dopo la fine dell’impero romano le invasioni barbariche influenzarono in modo permamente e per sempre la riorganizzazione del territorio e favorirono le fughe delle popolazioni verso le isole della laguna. Secondo alcuni autori la prima isola in cui si insediarono i fuggitivi fu 

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Torcello. A seguito di esplosioni di malaria queste genti si trasferirono verso la zona del Rialto dove diedero vita alla civiltà veneziana. La fine dello strapotere nel Mediterraneo di Venezia venne decretato con la scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo. Ma non morì. Nel ‘700 Venezia dominava ancora dalla Lombardia alle isole Ioniche e dal Veneto fino all’Istria e tutta la Dalmazia. Ancora oggi si possono vedere gli splendori delle sue città; prima su tutte Zara, e poi la vecchia Ragusa di Dalmazia (oggi Dubrovnik), Sebenico (oggi Šibenik), Spalato (oggi Split). Soprattutto a Zara, durante la seconda guerra mondiale, c’è stato un’accanimento di bombardamenti fuori dalla norma e quasi inspiegabile. Il centro è un’opera d’arte che vede il segno dell’indiscriminato uso del cemento nel periodo del dopoguerra. Ferite indelebili sopra l’area romana-veneta. Oggi restano solo alcune tracce del passato nelle isole di Pago, Lussino, Cherso, Asinello, Unie.

Nella più recente storia con il trattato di Campoformio (1797) Napoleone Bonaparte cedette le regioni venete all’Austria, e nel 1815 con il congresso di Vienna Venezia divenne capoluogo della regione Lombardo-Veneta. Negli anni successivi vi furono periodi alterni e di lotte contro l’Austria. Nel 1866 venne annessa al regno d’Italia.

 

 

 

 

 

 

 

Nel dopoguerra cominicia la rinascita e l’industrializzazione e la zona veneta non ne è esente. Si insediano aree produttive industriali e diventa importante lo scambio attraverso le vie di mare e conseguentemente vengono create zone portuali. Inevitabile una trasformazione della laguna, almeno di una sua parte iniziale. Dai primi anni ’60 l’alterazione dell’ambiente naturale è evidente. Le immagini sottostanti riproducono uno spezzone della laguna durante l'industrializzazione negli anni del boom economico italiano.

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Porto Marghera nel 1960 (1) 

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Porto Marghera nel 1961 (1)

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Porto Marghera nel 1962 (1)

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Porto Marghera nel 1967 (1)

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 La laguna nelle sue caratteristiche e nei suoi numeri:

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La mappa dela laguna di Venezia elaborata da "Osservatorio della laguna" (2)

 La Laguna di Venezia è uno degli ecosistemi costieri più estesi d’Europa e dell’intero bacino Mediterraneo, con un immenso patrimonio biologico, faunistico e floristico. L’area totale è di circa 550 km² di cui solo l’8% è di terra ed è soggetta ad un piano di protezione della “rete natura 2000” e diventa quindi una Zona di Protezione Speciale (ZPS) secondo i fondamenti della “Direttiva Habitat” e “Direttiva uccelli”.  Si presenta come un mare chiuso collegata da tre bocche di porto; a sud Chioggia, a Nord San Nicolo e al centro Malamocco. I canali principali, quelli che dalla foce si distribuiscono verso l’interno, sono spesso la vecchia rete idrografica fluviale prima dell’ingressione marina. La laguna è soggetta a ricambi d’acqua di mare ogni sei ore e senza l’intervento dell’uomo, negli anni passati, la laguna oggi sarebbe interrata, coperta dai sedimenti dei fiumi che sfociano al suo interno. Nei tempi passati vennero deviati infatti alcuni corsi d’acqua per ovviare a questo problema.

Tutta la zona lagunare è soggetta al fenomeno dell'acqua alta, l'acqua bassa. Questa caratteristica può fare in modo di rendere i canali poco navigabili o le zone abitate, quali piazze e vie, allagate e quindi percorribili parzialmente. Queste variazioni di livelli del mare dipendono da fattori legati a fenomeni astronomici, meteorologici come le basse pressioni e venti di scirocco o di bora che favoriscono le alte maree. Questi problemi dovrebbero essere risolti dal progetto "mose", nato da un concorso del CNR nei primi anni settanta, e quindi essere operativo dal 2014. Nel corso dei secoli si è reso necessario l'intervento umano per non fare infossare la laguna. Quindi deviazioni dei corsi d'acqua, costruzione di dighe, i cosiddetti Murazzi, hanno modificato l'equilibrio idro-geologico della laguna. Da una parte questi inteventi hanno stabilizzato la zona e reso disponibile aree lagunari, ma dall'atro lato hanno compromesso alcune isole ed avviato la fase di decadenza dei centri abitati.

 

 

 

Le caratteristiche principali della lagune sono:

  • Barene: aree di varia forma soggette a sommersione durante le alte maree   

  • Lidi e porti: sottili strisce di terra che limitano la laguna verso il mare 

  • Isole: derivate da azioni di innalzamento artificiale in aree parzialmente emerse   
  • Canali: complessa rete di canali sommersi che sfociano in ogni bocca di porto 

  • Paludi: aree soggette alle maree ordinarie    

  • Valli: zone artificiali dedicate all’ittiocoltura   

  • Limiti: sono i confini propri della laguna delimitati anche medianti i cippi 

 
Da queste poche considerazioni è facile dedurre che un’ambiente simile deve essere protetto. Molti sforzi sono stati fatti nei tempi passati per non far interrare la laguna, ed è grazie a questi interventi che oggi possiamo ancora godere di questo splendido paesaggio. Il compito delle generazioni di oggi, e quelle a venire, è continuare quella strada. 
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Le barene

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Le barene

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I canali

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 I cippi

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