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Manutenzione del refrigeratore Resun cl 280 |
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Scritto da Bruno B. Rossi
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Venerdì 10 Settembre 2010 08:37 |
Prima cosa in assoluto da fare: scollegare il cavo di alimentazione dalla presa della corrente elettrica 220 V.
La manutenzione da fare una, meglio due volte all'anno consiste innanzi tutto nel far passare acqua dolce a pressione all'interno del refri.
Per prima cosa occorre scolegare i tubi che colegano il refri alla vasca stando attenti a non far vuotare l'acquario sul pavimento di casa ...
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Ultimo aggiornamento Venerdì 10 Settembre 2010 08:57 |
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Manutenzione del refrigeratore Resun 450 |
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Scritto da Stefano C. A. Rossi
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Martedì 07 Settembre 2010 18:42 |
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Il resun 450 acquistato usato da AIAM a supporto delle vasche esposte in alcune manifestazioni non era mai stato oggetto di manutenzione. Avendo avuto la necessità di attivarlo per alcuni giorni mentre sostituivo il motore elettrico del mio Teco 680 ho colto l’occasione di fare una pulizia generale, sperando di poterlo presto usare per unanuova manifestazione. Per prima cosa bisogna far circolare abbondante acqua dolce per pulire eventuali sedimenti e patine batteriche nello scambiatore. Poi occorre smontare la scocca. Ecco la sequenza per l’apertura senza danni.
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Ultimo aggiornamento Martedì 07 Settembre 2010 21:48 |
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Restauro di un refrigeratore |
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Scritto da Stefano C. A. Rossi
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Lunedì 30 Agosto 2010 22:03 |
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Mi sono ritrovato per le mani un vecchio TECO 240, ancora col termostato elettromeccanico a rotella, destinato alla rottamazione. Le condizioni apparivano veramente disastrose, a cominciare dalle viti completamente arrugginite e saldate alla base in metallo. Insieme a questo mi è stato fornito uno dei raccordi in gomma a tre vie che collegano lo scambiatore di calore al circuito dell’acqua, uno dei possibili motivi dell’allagamento che ha causato il “pensionamento” della macchina. Mi son detto: perché non provare? Dopotutto un mediterraneista è sempre un po’ maneggione quando si tratta di refrigerare!
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Ultimo aggiornamento Martedì 31 Agosto 2010 09:04 |
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Le nuove specie marine introdotte casualmente in mediterraneo |
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Scritto da Michele Abbondanza
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Giovedì 02 Settembre 2010 21:13 |
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Il popolamento del mediterraneo è uno dei più vari che attualmente si conosca e questa caratteristica non dipende solamente dall’ambiente fisico, ma anche dalla sua storia. In altre parole il nostro mare, prima dei periodi di disseccamento milioni d'anni fa, era aperto verso le regioni Indopacifiche ed era colonizzato da organismi tropicali. Queste specie sono sparite con il disseccamento e la fauna e la flora d'oggi derivano dal più vicino Atlantico. Questo ripopolamento del mediterraneo non è avvenuto in una sola volta e certamente ancora oggi sono continui gli scambi come vedremo anche attraverso le schede.
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Ultimo aggiornamento Giovedì 09 Settembre 2010 17:08 |
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Ricerche sperimentali sull’allevamento di Cladocora caespitosa: le ricerche scientifiche |
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Scritto da Stefano C. A. Rossi
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Domenica 29 Agosto 2010 14:39 |

Premessa
Questo articolo non è un lavoro originale, ma nasce dal riassunto, semplificato, di alcune pubblicazioni scientifiche sul corallo mediterraneo Cladocora caespitosa evidenziate in bibliografia. Un particolare ringraziamento va al Dr. Riccardo Rodolfo Metalpa, ricercatore dell’ENEA, che ha fornito i due articoli di maggior interesse nel nostro campo specifico ed una revisione critica del testo.
Introduzione
La Cladocora caespitosa (foto 1) è il più importante corallo biocostruttore endemico del Mediterraneo. Appartiene alla famiglia dei Favidae, che include numerose specie tropicali. In Mediterraneo è diffuso in tutti i sottobacini, incluso il mare Adriatico, mostrando una elevata capacità di tolleranza e di adattamento alle differenti condizioni ambientali; per questo motivo può essere definito un organismo abbastanza versatile quanto ad esigenze ambientali. Vive tra i 3 ed i 50 metri di profondità, in colonie numerose ma di piccola taglia (10-20 cm) (foto 1, foto 2- particolare dello scheletro) che più raramente costituiscono “banchi” di diametro superiore al metro. La specie è conosciuta anche a livello fossile, a partire dalle fasi calde del Pleistocene superiore (più calde dell’attuale) dove era più comune di adesso. Può essere considerato l’unico vero madreporario biocostruttore del Mediterraneo, in quanto è l’unico coloniale e zooxantellato. Questo significa che nei tessuti dei polipi sono sempre presenti zooxantelle, sebbene in misura variabile, appartenenti alla specie Symbiodinium microadriaticum.
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Ultimo aggiornamento Giovedì 09 Settembre 2010 10:18 |
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